LA PASQUA IN UMBRIA

L’Umbria è senza dubbio una delle regioni italiane dove si respira maggiormente l’atmosfera della Pasqua e dove tuttora rivivono tradizioni e rievocazioni che richiamano tempi ormai andati. Che si tratti di tradizioni culinarie o di momenti di ritrovo religioso, il periodo pasquale non deluderà il fortunato turista che si troverà a trascorrere la settimana Santa in Umbria.

torta di pasqua
Torta di Pasqua

Partendo proprio dalla tavola il simbolo per eccellenza rimane la tipica torta al formaggio, al centro della tradizionale colazione pasquale che nelle famiglie, soprattutto quelle di campagna, veniva consumata nella tarda mattinata del giorno di Pasqua al gran completo, subito dopo la santa messa. Proprio i contadini lasciavano apparecchiata la tavola imbandita per tutto il giorno di festa, una sorta di benvenuto per gli ospiti e per salutare il risveglio della terra dopo il freddo dell’inverno. Ma anche per sancire la fine della Quaresima e del suo periodo di magra. Dieci uova ogni 10 chili di farina, recita la ricetta della tradizione. Il formaggio utilizzato un tempo era il pecorino prodotto in casa, oggi le contaminazioni commerciali ed il poco tempo a disposizione hanno prodotto alcune varianti della torta al formaggio che poi viene accompagnata soprattutto con capocollo o salame, insieme alle immancabili uova sode e ad un buon vino. Le donne di casa di una volta mettevano da parte le uova diversi giorni prima di Pasqua, tenendoli in fresco in cantina. Trattandosi di uova benedette, gli avanzi non si buttano e per chi può farlo la tradizione suggerisce di gettarli nel fuoco del camino. E nelle famiglie ancora oggi non manca poi una sorta di sfida con le uova sode: ogni giocatore deve cercare di rompere il guscio dell’avversario con la punta del proprio uovo. Un simpatico gioco che è diventato anche folclore con una vera e propria gara che ogni anno viene organizzata il giorno di Pasqua a Montefalco. Tra i dolci immancabile la Ciaramicola, conosciuta come il dolce di Perugia perché nella sua fedele versione i cinque rigonfiamenti riproducono i cinque rioni della città. Impasto fucsia, glassa bianca e piccoli confetti colorati: si tratta proprio dei colori della città. Il suo colore bello rosso secondo alcune correnti rappresenterebbe però la passione di Cristo: da qui dunque l’essere diventato il dolce di Pasqua per eccellenza.

Abbandonando il profano (ed il palato) vediamo ora come invece rivivono le tradizioni religiose umbre nei giorni della Pasqua.  Ad Assisi nel giovedì Santo si celebra la solenne Messa del Crisma nella cattedrale di S.Rufino, momento che precede il Sacro Triduo pasquale. Vengono benedetti i “santi Oli”, gli strumenti con cui si celebrano i sacramenti e l’unzione dei malati. Ricordando l’ultima cena di Gesù si celebra poi l’istituzione dell’Eucarestia. I credenti sono soliti recarsi in visita in più chiese per omaggiare i dolori sofferti da Gesù. Si svolge inoltre la cerimonia di Deposizione del Crocefisso in ricordo dell’antica lauda della Scavigliazione, risalente al ‘300. Nel giorno del Venerdì Santo, durante il mattino, il Cristo Morto viene trasferito da S.Rufino alla basilica di San Francesco, con sosta nei monasteri di clausura. La via crucis serale è la processione probabilmente più sentita e affascinante che trae origine nel medioevo, alla quale partecipano tutte le Confraternite del centro cittadino illuminato per l’occasione con diverse fiaccole. Il sabato è prevista l’accensione del cero pasquale che verrà spento il giorno dell’Ascensione.

Merita una visita anche Gubbio dove la processione del Cristo Morto risale al XIII secolo: sono i confratelli di S.Croce ad indossare i simboli della Passione e le suggestive immagini di Cristo Morto e della Vergine Maria. Le vie del centro vengono illuminate solo dalle torce ed il corteo viene accompagnato da due cori che eseguono il Miserere, canto penitenziale tramandato di generazione in generazione. Molto antica anche la processione che si svolge a Gualdo Tadino: gli oltre duecento figuranti cantano laudi sacre del 1200 mentre rievocano le scene della Passione. Suggestiva via crucis anche a Montefalco dove la Passione è invece raffigurata da 14 tavole iconografiche. Particolare quello che avviene nella sera del Sabato Santo quando la statua settecentesca del Cristo risorto arriva, tra squilli di trombe e scoppi di mortaretti, nella chiesa di San Bartolomeo con giochi di luce e suoni di campane. La statua viene poi portata a spalla, di corsa, fino all’altare da alcuni uomini che indossano i costumi delle Confraternite. Un qualcosa di simile avviene anche a Cantalupo di Bevagna dove la statua di Cristo viene fatta entrare di notte presso la chiesa di Maria SS. Addolorata: viene portata a tutta velocità da due giovani che poi la depongono in un piedistallo. Oltre alla via crucis di Perugia infine meritano una segnalazione la processione di Colfiorito di Foligno (dove alcuni figuranti trascinano pesanti catene ai piedi per sottolineare il carattere di penitenza dell’evento) e quella di Fiammenga di Foligno (tra le più conosciute per le meravigliose scenografie e testi sempre nuovi che caratterizzano la Sacra Rappresentazione). Nel giorno di Pasqua a Città della Pieve vanno in scena i quadri viventi per rappresentare le scene più significative della Passione di Gesù. È tradizione che nel pomeriggio ci sia l’arrivo dell’arcivescovo di Perugia per celebrare l’Eucarestia. A Cannara invece si svolge la processione della Rinchinata dove due cortei partono da altrettante chiese con in testa la statua della Madonna e quella di Gesù: quando le due processioni si incontrano avviene l’inchino tra le due statue.

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