ITINERARIO: IL BOSCO DI SAN FRANCESCO


itinerario-03-01Ci sono molti modi di visitare Assisi. Noi abbiamo scelto uno tra i più originali che attraverso le storiche porte di accesso alla città vi permetterà non solo di visitare le sue meraviglie artistiche e culturali ma anche di vivere ed assaporare luoghi magari meno conosciuti e consueti. Partendo da un classico come la Porziuncola di Santa Maria Degli Angeli, faremo un suggestivo giro dentro e fuori le mura di Assisi. Tra paesaggi mozzafiato e vicoli indimenticabili, giungeremo al bosco di San Francesco, un’oasi naturale dove ognuno potrà ritrovare la propria dimensione interiore.

 

 

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Mappa itinerario

Naturalistico, spirituale, artistico. Pochi luoghi hanno un magnetismo così variopinto racchiuso in un unico percorso che può essere intrapreso abbracciando una o più chiavi di lettura offerte da Assisi. L’impronta e la perenne presenza del messaggio francescano, i tesori dell’arte o le semplici meraviglie della natura in cui ci si può imbattere lasciano dentro un qualcosa di unico che continua a donare una dolce scia interiore anche una volta partiti. Rispetto ad un tradizionale percorso abbiamo scelto di suggerirvi un itinerario un po’ diverso dal solito in grado di toccare da vicino l’essenza di Assisi. Un giro che toccando le porte medievali della città permette di imbattersi in un’atmosfera particolarmente suggestiva. Prima però ci sembra d’obbligo offrire un classico preludio con una visita alla Porziuncola della basilica di Santa Maria Degli Angeli.


 Lo sapevi che…

porziuncolaRisale probabilmente al IV secolo passando ai monaci benedettini, prende il nome dalla zona “Portiuncula”, il piccolo spicchio di terreno su cui sorgeva. Dopo uno stato di abbandono prolungato fu restaurata proprio da San Francesco dopo il “messaggio” ricevuto dal Crocifisso di San Damiano.

Nel 1216 si narra che proprio San Francesco ottenne da Gesù la famosa “Indulgenza della Porziuncola”approvata da Papa Onorio III.

Ogni anno si radunavano e si radunano i frati francescani per discutere la “Regola” per una   sempre migliore annunciazione al mondo del messaggio evangelico.


parcheggio
Piazza Matteotti

Giunti ad Assisi,il nostro percorso potrebbe cominciare da una qualsiasi delle sette porte di Assisi, per vostra comodità consigliamo la partenza da Piazza Matteotti dove troverete un comodo parcheggio dove poter lasciare l’auto.

Da qui infatti si prosegue a piedi per un percorso che farà un giro circolare di Assisi attraverso le mura medievali della città.

La durata può variare dalle tre alle cinque ore a seconda di quanto vorrete soffermarvi nelle varie tappe. Un abbigliamento  leggero e comodo per la camminata è sicuramente consigliabile. Piazza Matteotti può essere anche il punto di partenza per raggiungere l’Eremo delle Carceri e il parco del monte Subasio. Salendo a piedi in direzione eremo si sorpassa Porta Cappuccini, la prima porta del nostro itinerarioSi prende subito a sinistra per un bel sentiero di cipressi che, in salita, costeggia la Rocca Minore (opera del XIV secolo, conosciuta anche come Rocchicciola o cassero di Sant’Antonio e San Giacomo), uno dei punti da cui si può godere una bellissima vista su Assisi.

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Porta cappuccini
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Sentiero di cipressi
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Porta Perlici

Proseguendo in discesa si può ammirare anche una bellissima vista sulla Rocca Maggiore prima di costeggiare di nuovo le mure ed arrivare in via Renzo rosati, di fronte vi troverete Porta Perlici con la sua caratteristica campana in cima (originariamente questa porta era protetta da una torre che nel corso del tempo è andata distrutta). Superata la Porta, proseguire sulla destra in via Porta Perlici fino a giungere all’arco di via della Rocca. A questo punto il nostro itinerario diventa più impegnativo: oltrepassate l’arco, proseguite in discesa sotto un nuovo arco e da via Porta Perlici, dopo circa 300 metri, sulla destra vi troverete una scalinata stretta (vicolo S. Lorenzo) che vi condurrà in direzione delle mura. In lontananza potremmo ammirare il torrente Tescio. Proseguendo dritto al successivo bivio si arriva ad una ripida salita che ci porterà alla Rocca Maggiore. La vista su Assisi, Santa Maria degli Angeli e la campagna umbra è davvero notevole.


 Lo sapevi che…
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La Rocca Maggiore

Non ci sono dati univoci sulla prima edificazione della Rocca Maggiore, è probabile che esistesse già in epoca longobarda. Sicuramente venne ricostruita nel 1174 dopo la conquista di Assisi da parte delle truppe imperiali di Cristiano di Magonza. Non è escluso che ci abbia trascorso la gioventù anche l’imperatore Federico II. Andata distrutta nel corso di una rivolta popolare contro le truppe pontificie considerate oppressive venne di nuovo ricostruita nel 1365 dal Cardinale Egidio Albornoz come punto di avvistamento e diverrà sempre uno dei luoghi simbolo per ogni forza che volesse conquistare Assisi. Dopo vari ampliamenti fu abbandonata nel ‘600: oggi è aperta ai visitatori ed all’interno è stata ricreata una affascinante atmosfera medievale.


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Porta San Giacomo

Il cammino riprende in discesa e dopo alcune scalinate e un sentiero che transita nei pressi di un casolare privato si riprende il contatto con le mura. Una distesa in discesa tra gli olivi ci porta in direzione di S.Francesco (come riferimento prendete via cardinale Raffaele Merry Del Val). Si arriva così a Porta San Giacomo. A questo punto il nostro itinerario vi dà due possibili via alternative.

La prima è un percorso cittadino molto più agevole e permette la visita della Basilica di San Francesco: si attraversa Porta San Giacomo e si scende a destra rimanendo su via cardinale Raffaele; dopo circa 200 metri alla vostra destra vi troverete la splendida basilica di San Francesco, uno dei monumenti più noti di Assisi e, per chi non l’avesse mai visitata, una sosta è d’obbligo (al piano inferiore è custodita la tomba di San Francesco). Proseguendo su via cardinale Raffaele si giunge in via San Francesco, girate a destra arrivando così in Piazza San Francesco; vi consigliamo di fare un giro per il bellissimo colonnato che circonda la piazza e di soffermarvi a godere dell’atmosfera che si respira. In fondo alla piazza vi è un arco con un semaforo, attraversatelo e vi troverete in via Frate Elia, proseguendo giù fino ad un crocevia sulla vostra destra avrete Porta San Francesco, punto da cui riprenderà il nostro itinerario.

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Porta San Francesco

La seconda alternativa è decisamente più avventurosa ma ci regala una bellissima panoramica del circondario di Assisi: arrivati a Porta San Giacomo non la si attraversa ma si prosegue a destra in via Ponte dei Galli lasciandosi alle spalle la Porta. Si scende ancora per circa 300 metri finchè il guard-rail alla vostra sinistra non si interrompe per qualche metro (come punto di riferimento sulla vostra destra troverete una stradina sterrata che sale), prendendo un tratto erboso che si apre sulla sinistra si taglia giù fino ad arrivare ad un ponte sul Tescio. Una volta oltrepassato si prosegue sulla strada asfaltata fino a Ponte San Vittorino. Al bivio sulla sinistra si gira e si prosegue verso una strada stretta in salita (la Piaggia di San Francesco) che affianca le mura del convento di S.Francesco. A breve distanza la Porta San Francesco.

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Porta Nova

Attraversata la Porta ci ritroviamo in via Fontebella (qui ci ricongiungiamo con la prima alternativa), al bivio prendere per Piaggia di Porta S. Pietro e proseguire in discesa in via Borgo S. Pietro: passeremo molto vicino all’abbazia di San Pietro. Finita via Borgo S. Pietro, sulla destra, una scalinata in discesa ci porterà ad oltrepassare Porta Sementone: a questo punto saremo sulla strada statale 147 (viale Vittorio Emanuele II). Si prosegue sulla sinistra finchè, dopo circa 150 metri, bisogna girare a sinistra in via Moiano; continuando su questa stradina in salita, dopo circa 400 metri, si arriverà a transitare da Porta Moiano. Oltrepassata la porta, dopo un breve tratto in salita, ci imbatteremo in una scalinata in discesa sulla destra.  Una strada stretta (Via delle Fonti di Moiano, alla vostra destra potrete godere di una visuale panoramica davvero stupenda) ci porterà a ridosso delle mura verso Porta Nova, ultima porta del nostro itinerario.

Senza passare sotto l’arco (che trovate sulla vostra destra) proseguite dritti in via della Selva fino a giungere in via Galeazzo Alessi. Anche da qui la vista è mozzafiato soprattutto se si tratta di una bella giornata. Attraversando il parco cittadino (Parco Regina Margherita) si ritornerà abbastanza facilmente in piazza Matteotti. Ripresa l’auto vi consigliamo, con ancora qualche ora a disposizione, di fare visita al Bosco di S.Francesco. Si scende in direzione Perugia e dopo un ponte troverete un bivio sulla destra con le indicazioni per raggiungere l’inizio del percorso naturale. Sessantaquattro ettari di terreno diventati un bellissimo percorso tra arte, spiritualità e natura grazie soprattutto al Fai che nel 2008 lo ricevette in donazione da Intesa San Paolo.

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Ingresso Bosco di San Francesco
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Itinerari alternativi

Il sentiero che arrivava da San Francesco verso Santa Croce era piuttosto degradato e interrotto. Dopo il restauro è stato restituito in condizioni straordinarie. Nel percorso si potranno ammirare i resti di un piccolo borgo abitato dalle monache benedettine: un ospedale, il monastero, la chiesa, un ponte, un mulino e, attraversati i campi, si scopre un’antica torre-opificio. A chiudere il “Terzo Paradiso”, comunione ingegnosa fra arte e paesaggio, realizzata appositamente per il Bosco dal Maestro contemporaneo Michelangelo Pistoletto. Un piccolo viaggio interiore nella natura, nella storia e nel sacro.


Lo sapevi che…  

Tra le curiosità c’è quella della Selva di San Francesco,  la parte del Bosco adiacente alla  Basilica e di sua proprietà, conosciuta nel ‘200 come “Colle dell’inferno” (Collis Inferni). San Francesco secondo una leggenda scelse come luogo di sepoltura proprio il Colle dell’inferno, per essere trattato alla stregua dei malfattori e a imitazione di Cristo, che morì crocifisso tra i due ladroni e venne sepolto fuori da Gerusalemme. Qualcun altro, invece, sostiene che la scelta fu dettata dall’amore che il Santo provava per quei luoghi dove spesso si ritirava in solitudine e preghiera. Successivamente prese il nome di Colle Paradiso.


 

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